La sera della Vigilia…

La notte splende di stelle, il gelo congela l’aria circostante, ma le luci del Natale sembrano riscaldare tutta Milano, splendendo come lucciole multicolore nell’oscurità delle tenebre. Una notte aliena, quasi ostile alle creature nottambule che vagano per la città, i dominatori di un Ducato ben più esteso di quanto i confini dettati dai mortali possano mai tracciare nelle loro menti.
Questa notte è umana, sacra e magica.

Nonostante l’ora, piazza Duomo è gremita di persone, in attesa che la messa di mezzanotte cominci e si possa festeggiare la venuta del salvatore, quel bambin Gesù che cambierà la storia dell’umanità come tutti voi la conoscete, quello stesso bambin Gesù che poi verrà crocifisso e il cui sangue bagnerà Longino, trasformandolo nella prima Bestia di Dio… o almeno così sostengono la maggior parte dei fedeli della Lancea Sanctum.
L’asinello e il bue vegliano sulla mangiatoia, e già in molti si preparano per il ritualistico viaggio verso la paglia che ospiterà il frugoletto. I magi viaggiano con i loro doni dal profondo Oriente, inseguendo la scia della stella che cade verso Betlemme, il contadino chiede agli altri di attendere, perché con quella gamba storta che si ritrova, una sella su un cavallo sarebbe una buona cosa, il bambino col tamburello si mette in cammino, speranzoso che il fanciullino possa sorridere alla sua musica.

Non è la vostra notte, non è una notte di terrore, non è la notte delle tombe profanate, né quella degli infarti più straganti, non è la notte del Drago o dei due Principi che attendono la propria notte per essere votati allo scranno ducale.
Questa notte è dei bambini, delle famiglie che mangiano ciò che non mangiano mai per tutto l’anno, sia una cena sfiziosa al miglior ristorante della città, o una semplice insalata di mare presa al supermercato.
Questa notte è di quelli che non sono mai cresciuti e si struggono perché il Natale, per quanto amato, è un album di foto sbiadite e di ricordi che mai torneranno indietro.
Questa notte è degli alberi addobbati, della pacifica guerra tra pandoro e panettone, di quello scanzonato duo in televisione che, ogni anno, scambia povertà per ricchezza, dividendo una poltrona in due.
Questa notte è magica.

E chissà che qualcuno di voi non sia sveglio, questa notte, a Milano, allo scoccare della mezza, alla nascita del bambino, al passaggio di Babbo Natale, quando i piccoli scapestrati non riescono a dormire per l’eccitazione del giorno dopo, sudando nelle loro coperte, oppure stando nascosti dietro a una tenda, nella speranza di beccare il simpatico panzone nell’atto di mangiare i suoi amati biscotti.
Chissà che non siate impegnati in qualche atto non proprio natalizio, o che abbiate trovato qualche motivo per festeggiare. Che sia nel vostro giardino privato, abbracciati a qualcuno, impegnati a riflettere sugli ultimi eventi o preoccupati per la presenza mannara a Milano, tutti voi che assistete silenziosi alla notte non-notte, potrete accorgervi di quel che accade al giungere del venticinque.

Questa notte è magica.
Le ombre si diradano, il mondo sembra sciogliersi, e la notte si fa giorno. Non è una luce dannosa però, ma sono colori mesmerici e vivaci. Non potete più sognare nel vostro sonno, ma quello che vedrete sarà certamente opera di un sogno a occhi aperti. Strali di luce si sollevano dalle case che illuminano Milano, sagome danzanti che piroettano nell’aria. Sono luci al neon in libertà, ballerine che roteano su una gamba sola, maiali dotati di ali che grugniscono allegramente, supereroi che schizzano verso il cielo e zigzagano tra una via e l’altra di Milano. Sembrano gli effetti di una strana droga priva di effetti collaterali, eppure è la realtà.
Perfino i vostri sogni, se conservate ancora una traccia di umanità dentro di voi, prenderanno parte all’allegra parata.
Milano s’illumina, le voci dei suoi abitanti si riempiono di meraviglia, e anche chi non crede nel Natale, chi lo detesta, chi non lo festeggia come gli altri, questa notte, è obbligato a credere, perché il miracolo della nascita del bambinello è lì, davanti ai vostri occhi.

I giocattoli di luce conversano, interagiscono tra loro, impalpabili ma appariscenti, alcuni più strambi di altri, come quel mappamondo mobile che si esibisce in veloci rivoluzioni attorno alle sue stesse rotelle, o quello che sembrerebbe essere un Megazord composto da tutte le console di videogiochi mai pensate e create dall’uomo. Ci sono sogni di gloria, di vittoria, colorati e sgargianti, oppure memorie spensierate e dolci, pitturate come dal pennello di un espressionista. Ci sono piccoli portagioie che suonano ninna nanne familiari e il sogno di un grande parco di divertimenti a tema dinosauri. C’è il sogno di un uomo che vorrebbe essere bambino, e quello di un bambino che vorrebbe diventare presto grande.
E ci sono i vostri sogni, quelli che avevate quando ancora facevate parte di quella società che ora chiamate “vacche” o “vene”.

In mezzo a quel tripudio di luci, forme e colori cangianti, Milano trema. In un attimo, una strana energia si diffonde per tutta la città, come un’onda capace di abbracciare e travolgere. Qualcosa è cambiato, qualcosa di nuovo è nato, e mentre quelle illusioni vibranti continuano a pulsare e a interagire tra loro, Milano sogna.
Sogna con un’unica mente il sogno di molte creature.
Sogna affinché tale sogno divenga realtà.
Un Sogno.
Una vita.
Questa notte è magica.

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